selvaggia-lucarelli-xf10

X Factor 10 non è iniziato certo nel migliore dei modi. Dopo la denuncia di Danilo d’Ambrosio, la rinuncia dei Jarvis che hanno svelato le clausole discografiche by Sony che i giovani cantanti devono firmare prima di partecipare ai Live, è arrivata anche l’autoesclusione dei Daiana Lou, uno dei concorrenti favoriti alla vittoria finale.

Il meccanismo sembra non funzionare come sempre, i giudici si sono amalgamati poco e spettacolo dei Live non riesce ancora a decollare a livello qualitativo, diventando molto spesso uno spettacolo trash condito da parolacce ed espressioni poco eleganti.

A dire la sua sul talent ci ha pensato anche Selvaggia Lucarelli, che dalla sua pagina Facebook (riportando un articolo pubblicato su “Il fatto quotidiano”) ha definito lo show “l’edizione più sfigata di tutte le edizioni della storia di XFactor”:

Ci sono poche certezze in questi tempi bui, ma almeno su una questione possiamo dire di avere un’incrollabile convinzione: la decima edizione di X Factor è l’edizione più sfigata di tutte le edizioni della storia di X Factor e non solo. E’ perfino più sfigata della campagna sul fertility day della Lorenzin.

Non so se è l’effetto Mika, non so se Mika, al momento del divorzio, l’ha tirata a X Factor come la Aniston a Brad Pitt, fatto sta che quest’anno il talent più bello della tv ha tanti di quegli inciampi che fossi nella produzione sostituirei Luca Tommassini con uno sciamano nepalese. Tutto ha inizio, appunto, con l’annuncio dei nuovi giudici. Negli ultimi due anni se ne vanno prima Morgan, poi Elio, poi Skin e uno pensa: “Beh, ora arriveranno Rihanna e Bruce Springsteen”. E invece arrivano Arisa e Alvaro Soler, ovvero colei che era stata sostituita da Mika e uno che per carisma e storia musicale potrebbe essere sostituito pure da Sandy Marton. Uno che al momento si è ritagliato un ruolo preciso e irrinunciabile in giuria, specie per il pubblico da casa: quando parla lui si vanno a girare le patate in forno. Insomma, con Rosalba Pippa quest’anno le pippe in giuria sono due.

Ora, già le premesse non erano scoppiettanti, ma eravamo pronti a cambiare idea. E invece la giuria zoppicante era solo il primo sintomo di una pandemia inarrestabile. I live di X Factor non sono ancora iniziati che tale Danilo D’Ambrosio, cantante di Avellino che aveva partecipato alle audizioni, carica un video su YouTube in cui denuncia delle manipolazioni nel montaggio della sua performance. Il tizio ha l’aria del nerd metallaro sfigato per cui la produzione immaginava che tornasse a casa e sfogasse la sua frustrazione per l’eliminazione giocando tre giorni di seguito a Pokemon Rosso. E invece ve l’ho detto che quest’anno, da quelle parti, tira un’aria sinistra. Il tizio torna a casa, vede cosa va in onda della sua esibizione e confeziona un filmato d’accusa a X Factor che Michael Moore in confronto è Carlo Vanzina. X Factor ne esce con qualche ammaccatura, il tizio probabilmente non suonerà più neanche i bonghi al laghetto vicino casa e la faccenda viene archiviata.

Tempo due giorni e un’altra sfiga si abbatte su X Factor. Alvaro Soler adocchia una band, i Jarvis. Manuel Agnelli dice: “Manca l’esperienza”. Alvaro Soler pensa che Agnelli parli di lui e li sceglie. I Jarvis, va detto, erano delle discrete pippe, ma il cantante dei Jarvis era uno gnocco imperiale, per cui forse non avrebbe aggiunto nulla al mondo della discografia mondiale ma molto a quello dei televoti di X Factor. Sembra filare tutto liscio quando alle audizioni, i Jarvis, pompati dal loro manager che a dietrologie sta combinato peggio di un grillino imparentato con Adam Kadmon, decide che se i Jarvis firmeranno il contratto si impegneranno a produrre dischi con la Sony fino alla loro criogenesi e anche dopo l’eventuale risveglio.
I Jarvis abbandonano il programma e con la loro musica tornano ad allietare matrimoni in campagna. Inizia il serale di X Factor. Sì, ci sono stati degli inciampi, sì Arisa ha scelto i suoi concorrenti bendandosi e toccandone quattro a caso col bastone della pignatta. Sì, Soler è un narcotizzante più potente di una cerbottana di valium. Sì, ci sono un po’ di magagne qua e là ma fortunatamente c’è il colpaccio di questa edizione: Manuel Agnelli col suo cavallo di razza, la cantante Silva Fortes. Che alla terza puntata va a casa. E fin qui il dramma sarebbe pure contenuto.
Il problema è che Agnelli, deluso, si sgonfia. Si ammansisce. E il programma perde anche il fondamentale ruolo lasciato scoperto da Morgan: lo stronzo.

Resta Fedez che rimarrebbe quello autorevole se non fosse che nel frattempo si fidanza con la Ferragni e pubblica selfie da bimbominkia che uno dice: tra Bob Dylan che non va a ritirare il Nobel e Fedez che posta foto dei suoi limoni con una fashion blogger ci sarà una via di mezzo. Nel frattempo però Fedez va avanti con tre cantanti: una, Caterina, a cui sul palco ruba la scena pure l’estintore. L’altra, Gaia, brava ma noiosa come un convegno sull’energia eolica. La terza, Roshelle, che è una potenziale vincitrice ma siccome quest’anno tutto quello che può andare storto va storto, escono delle foto di Roshelle e Fedez insieme a una festa l’anno scorso che per i dietrologi 2.0 vuol dire una cosa sola: c’è l’inciucio. Fedez l’ha scelta perché la conosceva.

E infine, arriviamo all’ultima puntata, quella in cui si consuma l’ultima sfiga. A inizio puntata va in onda un tributo a Cranio Randagio, un ex concorrente di X Factor morto qualche giorno fa. I Daiana Lou, un duo la cui cantante ha lasciato i Testimoni di Geova per finire tra le braccia di Soler -quindi una con un karma segnato- prendono la parola e dicono che X Factor non è la loro idea di felicità, che il passaggio da un tributo a un ragazzo morto allo spot delle patatine non li fa sentire bene. Che se ne vanno. Loro che alle audizioni avevano raccontato le loro disgrazie familiari sputtanando mezzo albero genealogico, improvvisamente schifano il cinismo della tv che mescola il dolore ai biechi interessi commerciali. E così, il povero Soler, si ritrova con i Jarvis che l’hanno schifato alle audizioni, i Daiana Lou che l’hanno abbandonato durante i live e l’ultimo gruppo in gara rimasto che era quello che aveva scartato e poi ripescato. Insomma, una tale catena di eventi sinistri che a questo punto manca solo il colpo di scena sul bravo ragazzo Cattelan. Io dico che entro la sesta puntata si scopre che il suo nome è in una vecchia lista di appartenenti alla P2 nascosta in un calorifero di casa Maionchi. Si accettano scommesse.

(Il mio articolo da Il Fatto)